Origine delle regole cadoríne

Torna a Cultura

L'origine delle regole è da ricercare nell'istituto del comune rurale o rustico cioè nell'organizzazione giuridica ed economica dei minori centri abitati. Le regole sono dunque comunità di villaggio, le quali riescono ad affermare la loro autonomia dai poteri politici sovrapposti come conseguenza della rovina degli stati barbarici e della dissoluzione del feudalesimo. In Cadore, l'istituzione regoliera è stata il cardine dell'organizzazione territoriale, sociale e giurisdizionale sino alle riforme napoleoniche. La coesione delle singole regole, raggruppate in organismi di grado via via superiore (comuni, centenari, Magnifica Comunità di Cadore), ha permesso loro di acquisire e mantenere, nei confronti dei lontani governi dominanti (Patriarcato di Aquileia, Serenissima), un'autonomia impostata sulla gestione corresponsabile e sull'uso comune di prati, pascoli e boschi, secondo norme codificate nelle assemblee dei capi delle famiglie patriarcali e tramandate da una generazione all'altra. Autonomia che è stata sostenuta da un sistema democratico di elezione di una gerarchia di persone, dal marigo (capo della regola) ai consiglieri o laudadori, ad altre ancora con ruoli più specifici. Il marigo, oltre a rappresentare la regola e a presiedere l'assemblea regoliera in determinati giorni dell'anno, esercitava la giustizia civile nella comunità di cui era il capo e controllava le infrazioni con il coinvolgimento dei saltari (guardie rurali).